Volvo è un marchio automobilistico svedese attivo da oltre novant’anni. Fin dalla sua fondazione, l’azienda ha posto particolare attenzione alla sicurezza, introducendo soluzioni che nel tempo sono state adottate anche da altri costruttori e che hanno contribuito a modificare il settore automobilistico. Le vetture Volvo sono state progettate per essere robuste e adatte alle condizioni stradali della Svezia, conquistando progressivamente clienti a livello internazionale.

La sede della Volvo Car Corporaton a Goteborg

La società fu costituita nel 1927 a Göteborg da Assar Gabrielsson e Gustav Larsson come filiale della SKF, azienda produttrice di cuscinetti. Il marchio “Volvo” era stato registrato già nel 1915, con l’intenzione di utilizzarlo per una linea di prodotti destinati al mercato americano, ma venne ripreso al momento della nascita della casa automobilistica. Il termine latino “volvo” richiama l’idea di movimento e dinamismo, coerente con la produzione di autovetture.

Il simbolo scelto per rappresentare il marchio riprende l’antico segno alchemico del ferro, a sottolineare la qualità dell’acciaio svedese. Poco dopo la fondazione, fu introdotta anche la linea diagonale sulla griglia del radiatore, elemento distintivo che caratterizza ancora oggi le automobili Volvo.

La prima automobile prodotta dalla Volvo fu la ÖV 4, una cabriolet con motore a benzina da 1.9 litri, soprannominata “Jakob”. Uscì dalla catena di montaggio il 14 aprile 1927, ma non riscosse grande successo. Maggior fortuna ebbe la versione PV 4, più adatta alle rigide condizioni climatiche della Svezia.

Volvo ÖV 4 vista anteriore

Negli anni Trenta la casa automobilistica iniziò a guardare anche ai mercati esteri, in particolare quello brasiliano, con la PV36 Carioca. In patria, invece, le Volvo conquistarono gradualmente il pubblico, pur faticando a imporsi oltre confine.

La svolta arrivò dopo la Seconda Guerra Mondiale con la PV444, progettata nel 1944 e commercializzata nel 1947. Fu la prima vettura Volvo con telaio a scocca portante, caratterizzata da un design ispirato allo stile americano e da dimensioni compatte. Introduceva inoltre un’importante innovazione in termini di sicurezza: il parabrezza in vetro laminato, che impediva alle schegge di penetrare nell’abitacolo in caso di rottura.

Una Volvo PV544

Negli anni Cinquanta la Volvo lanciò la Duett (1953), una delle prime station wagon della casa, e iniziò le esportazioni negli Stati Uniti nel 1955. Il 1959 segnò un momento cruciale: venne presentata la coupé P1800, disegnata da Pelle Petterson, e furono introdotte le cinture di sicurezza a tre punti, oggi adottate universalmente.

Volvo P1800
Una Volvo P1800 ES - Da tutti considerata l'antenata della Volvo 480
Una Volvo Duett

Durante gli anni Sessanta la crescita fu significativa: nel 1964 venne inaugurato lo stabilimento di Torslanda, ancora oggi uno dei principali impianti produttivi, e nel 1965 quello di Gand in Belgio, dedicato alle vetture di fascia media. Parallelamente, la ricerca sulla sicurezza proseguiva: furono introdotti il cruscotto imbottito e, nel 1967, l’opzione del seggiolino per bambini. 

Volvo: dagli anni ’60 ai ’90

Negli anni Sessanta la Volvo ampliò le proprie attività oltre le automobili, entrando nei settori degli autocarri (oggi è il secondo produttore mondiale di veicoli pesanti), degli autobus, dei macchinari per l’edilizia, dei trattori agricoli e dei motori marini. Parallelamente, scoprì una vocazione sportiva: nel 1965 una PV544 vinse il celebre Safari Rally e, nello stesso anno, una 122S Amazon conquistò il Rally dell’Acropoli, consacrando la casa svedese anche nel mondo delle competizioni.

Nel 1975 Volvo acquistò la divisione automobilistica della casa olandese DAF, con l’obiettivo di proporre modelli più compatti e accessibili. Due anni dopo debuttò la Serie 200, che in vent’anni conquistò quasi tre milioni di automobilisti. Alla fine del decennio, nel 1979, la Renault divenne azionista di minoranza del marchio svedese: da questa collaborazione nacque la futura Volvo 480, equipaggiata con un motore Renault modificato. In quegli anni fu avviata anche una joint-venture con Peugeot e Renault per la progettazione del motore PRV, adottato da diverse case automobilistiche, tra cui la Lancia Thema.

Gli anni Ottanta portarono un modello simbolo: la Volvo 760, presentata nel 1982. Con le sue linee squadrate e l’impostazione elegante, si impose come alternativa alle tradizionali berline di lusso tedesche. Nel 1985 arrivò la prima Volvo con trazione anteriore, la coupé 480, mentre nel 1989 fu inaugurato un nuovo stabilimento a Uddevalla, in collaborazione con Pininfarina, dedicato alla produzione di vetture di nicchia.

Negli anni Novanta la collaborazione con Renault si rafforzò e nacquero modelli come la 960 e la 850, quest’ultima celebre per l’introduzione degli airbag laterali. Nel 1995 debuttarono la berlina S40 e la familiare V40, e nello stesso anno fu inaugurato il Museo Volvo. L’anno successivo arrivarono le eredi della 850, la S70 e la V70, insieme alla sportiva C70. Nel 1997 la casa entrò nel mondo dell’off-road con la sigla XC, aprendo la strada ai futuri SUV di successo.

Volvo tra la fine del Novecento e l’era Geely

Nel 1998 Volvo abbandonò definitivamente il design squadrato che l’aveva caratterizzata per decenni, presentando la più elegante e moderna S80, una berlina che segnava un cambio di rotta stilistico. Sul fronte sportivo, gli anni Novanta videro un episodio memorabile: nel 1994 la 850 station wagon debuttò in gara, sorprendendo il mondo dell’automobilismo per la scelta insolita di portare una familiare sulle piste.

 

Volvo 850 BTCC, l'auto da corsa più svedese di sempre

Alla fine del secolo, nel 1999, la divisione automobilistica di Volvo fu venduta alla Ford Motor Company. Sotto la gestione americana, la casa svedese avviò la produzione di modelli sviluppati in sinergia con altre aziende del gruppo e introdusse vetture dotate di motori bifuel.

Dopo un decennio, nel 2009 iniziarono a circolare voci sulla possibile vendita da parte di Ford. Nel dicembre dello stesso anno si diffuse la notizia di un accordo con la cinese Geely, confermato ufficialmente il 28 marzo 2010. L’operazione, del valore di 1,8 miliardi di dollari, fu approvata dalla Commissione Europea e dal ministero del commercio cinese, e nell’agosto 2010 Geely perfezionò quella che divenne la più grande acquisizione oltremare mai realizzata da un’azienda automobilistica cinese.

Sotto la nuova proprietà, Volvo ha continuato a produrre veicoli di qualità, come la compatta V40, che ha ottenuto risultati eccellenti nei crash test Euro NCAP. La gamma, storicamente composta da berline e familiari, si è ampliata negli ultimi anni con modelli allroad e SUV, consolidando la reputazione del marchio.

Volvo è considerata la vera artefice della diffusione mondiale della station wagon, grazie al successo della Serie 240 (1975-1993), prodotta in numerose varianti: dalla 242 alla 244, dalla Turbo alla 264, fino alla 265. Tuttavia fu la 245 a conquistare la notorietà internazionale, cambiando per sempre la percezione della vettura familiare e trasformandola in un simbolo di praticità e sicurezza.

Volvo: dal lavoro alla famiglia, fino al mito

Nel corso della sua evoluzione, Volvo è passata da costruttore di veicoli pensati come strumenti di lavoro a produttore di automobili destinate alla vita familiare. Per decenni la casa svedese ha privilegiato la trazione posteriore con motore longitudinale, una scelta tecnica che venne superata prima con la serie 400 (480, 440, 460) e definitivamente abbandonata con la Serie 850, che segnò il passaggio alla trazione anteriore e alle quattro ruote motrici con motore trasversale.

Oggi Volvo si colloca nel segmento premium, competendo con marchi come Audi, BMW, Cadillac, Infiniti, Jaguar, Mercedes-Benz e Lexus. Con una rete di oltre 2.500 concessionarie in 100 paesi, esporta il 60% della produzione in Europa, il 30% in Nord America e il restante 10% negli altri mercati.

La reputazione del marchio è rimasta intatta: Volvo è sinonimo di sicurezza, eleganza e affidabilità. Anche il cinema ha contribuito a rafforzarne l’immagine: nelle pellicole La neve nel cuore, Parole d’amore e Il chilometro da Wall Street i protagonisti guidano station wagon Volvo, mentre la celebre P1800 bianca è rimasta impressa nella memoria collettiva grazie alla serie televisiva britannica Il Santo.

 

Simon Templar e la Volvo P1800

Volvo è considerata pioniera della sicurezza automobilistica. Alcune sue innovazioni hanno letteralmente cambiato il mondo dell’auto:

  • 1959: Nils Bohlin introdusse la cintura di sicurezza a tre punti, stimata come salvavita di oltre un milione di persone. Sonda lambda: ridusse le emissioni nocive del 90%, oggi presente su quasi tutte le auto.
  • 1944: telaio a gabbia e parabrezza in vetro laminato.
  • 1960: cruscotto imbottito.
  • 1964: seggiolino di sicurezza per bambini montato in senso opposto alla marcia.
  • 1966: zone ad assorbimento d’urto anteriori e posteriori. Cinture posteriori: introdotte per aumentare la protezione di tutti gli occupanti.

Grazie a queste innovazioni, Volvo è rimasta all’avanguardia nel campo della sicurezza e della sostenibilità, consolidando un prestigio internazionale che la rende ancora oggi un marchio di riferimento.

Innovazioni di sicurezza Volvo dal 1967 al nuovo millennio

A partire dagli anni Sessanta, Volvo consolidò la propria reputazione come pioniera della sicurezza automobilistica.

Nel 1967 introdusse le zone collassabili ad assorbimento d’urto, seguite nel 1972 dalle cinture di sicurezza a tre punti per i sedili posteriori.

Nel 1973 arrivò il piantone dello sterzo collassabile, mentre nel 1974 furono adottati i paraurti ad assorbimento di energia.

Negli anni Ottanta e Novanta le innovazioni si susseguirono rapidamente:

  • 1984: debutto dell’ABS (Antilock Braking System).
  • 1986: cinture di sicurezza a tre punti su tutti i sedili.
  • 1987: airbag lato conducente.
  • 1991: sistemi di protezione contro gli urti laterali.
  • 1993: cinture auto-avvolgenti a tre punti su ogni sedile.
  • 1994: airbag laterali.
  • 1998: sistema WHIPS per la protezione dal colpo di frusta.

Nel nuovo millennio Volvo continuò a innovare:

  • 2002: sviluppo del primo manichino virtuale di una donna incinta per i crash test.
  • 2004: vetri idrorepellenti WRG e sistema BLIS (Blind Spot Information System) per monitorare l’angolo cieco.
  • 2006: sistema di frenata automatica CWBS.
  • 2012: airbag per pedoni, introdotto sulla Volvo V40.

Nonostante i cambi di proprietà, la missione di Volvo è rimasta immutata: rendere le automobili sempre più sicure per gli occupanti e per tutti gli utenti della strada. Per raggiungere questo obiettivo, la casa svedese continua a investire nelle tecnologie più moderne e nello spirito innovativo dei suoi progettisti

Storia della Volvo nel dettaglio – Dal Web

Volvo Car Heritage

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